Martedì 29 novembre, ore 21, nella sede di via Balconi 34, assemblea degli iscritti del Partito Democratico di Cernusco sul Naviglio, aperta ai simpatizzanti. Ne discuteremo insieme al sindaco Eugenio Comincini e al segretario metropolitano Roberto Cornelli.
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martedì 22 novembre 2011
29 novembre, assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti
Martedì 29 novembre, ore 21, nella sede di via Balconi 34, assemblea degli iscritti del Partito Democratico di Cernusco sul Naviglio, aperta ai simpatizzanti. Ne discuteremo insieme al sindaco Eugenio Comincini e al segretario metropolitano Roberto Cornelli.
martedì 13 luglio 2010
Quale politica per Milano 2011
Ecco un intervento di Roberto Cornelli, segretario metropolitano Pd Milano. Le primarie si faranno in autunno, Pisapia è un candidato di tutto rispetto e il Pd sosterrà chi ha le carte migliori per vincere a Milano. Già, ma cosa serve per vincere a Milano?
Serve allargare quello schieramento di centro sinistra che da quasi un ventennio non riesce a conquistare la maggioranza dei milanesi; serve dialogare non solo con i ‘luoghi’ che da sempre sono alternativi a Pdl e Lega ma anche con quei mondi che, per caratteristiche anagrafiche (già: ci sono anche tanti giovani a Milano che sono ai margini dell’interesse politico), per professione o perché delusi dalla politica (della Sindaco Moratti e in generale -circa il 65% dei milanesi pensa che qui la qualità della vita sia peggiorata negli ultimi anni) pensano di dare una chance all’opposizione; serve una visione di città aperta, dinamica, innovativa e solidale che sappia convogliare le energie di tutti nel rimettere Milano al centro dell’Europa. Il Pd è un partito, vale a dire una comunità di persone che affermano ‘a parole e nei fatti ‘ un’idea e un progetto di città.
Direzione PD: primarie dopo programma e coalizione
Il Pd milanese è impegnato da mesi nell’aprire spazi di dialogo, con i partiti e con le persone e i gruppi che, pur interessati alla città, non fanno politica in modo strutturato. E per fare questo ha fatto una scelta coraggiosa: quella di non mettere sul piatto una propria candidatura di partito che costringesse tutti a ragionare sul ‘prendere o lasciare’, ma attendere che dal confronto e dal fermento milanese possa emergere una candidatura in grado di competere per vincere. Che poi questa candidatura sia di partito oppure no è indifferente. L’importante è che sia civica, e cioè in grado di rappresentare un progetto di rilancio di Milano attraverso la partecipazione dei cittadini; l’importane è che nasca da un confronto sulla città e su chi possa interpretarne e farsi attore al meglio un progetto di cambiamento.
Su questo percorso il Pd è unito e la bella discussione tutta politica della Direzione della scorsa settimana lo testimonia. Accenti e sottolineature diverse, com’è giusto che sia in un partito che rappresenta un quarto dei milanesi e che mira a rappresentarne molti altri, ma con un consenso unanime sul percorso attuato. Capisco che per alcuni sarebbe preferibile avere un Pd spaccato, debole o impacciato. Ma sono in molti (anche fuori dai ‘giri’ politici) a sapere che senza un Pd forte non c’è alcuna possibilità di vincere le prossime elezioni comunali. Un esempio? Molti vogliono le primarie e le chiedono , talvolta con un tono rivendicativo incomprensibile, all’unico soggetto in grado di indirle, organizzarle e renderle partecipate: il Pd. E noi le faremo, invitando alla partecipazione tutta la città e mettendo in primo piano il progetto per Milano. È questo il primo passo per il cambiamento: uscire dai personalismi (e dalla priorità attribuita alla scelta della persona) e riprendere a fare politica.
martedì 1 giugno 2010
Costituzione, scuola, omofobia, cultura: il Pd si mobilita
Domani Piazza Castello, per la Repubblica e la Costituzione. Giovedi davanti al Provveditorato, contro i tagli (vergognosi) alla scuola. Sabato alle Colonne, per parlare con i ragazzi e denunciare l'aggressione ai due giovani omosessuali. Lunedi conferenza stampa e iniziativa in Piazza della Scala, a favore del patrimonio artistico e culturale di Milano, contro i tagli della finanziaria. Il Pd c'è. Dateci una mano.
Mercoledi 2 Giugno, manifestazione nazionale "Insieme per la Costituzione
Repubblicana". Il corteo, indetto da Acli, Anpi, Arci, Cgil, Casa della Carità, Libera, e tante altre associazioni, partirà alle ore 14 dai Bastioni di Porta Venezia. Al termine del comizio, in piazza Castello, interverrà il segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani.
Giovedi 3 Giugno, davanti al Provveditorato di Via Ripamonti parteciperemo al presidio contro i tagli alla scuola e contro una politica miope del governo che mortifica i saperi e la formazione.
Sabato 5 Giugno, insieme ai Giovani Democratici, dalle 21,30 in poi, faremo un volantinaggio, alle Colonne di San Lorenzo, luogo in cui sabato scorso è avvenuta l´aggressione di una coppia di ragazzi omosessuali. Parleremo con i ragazzi che frequentano le Colonne e denunceremo un clima che non ci piace. Per impedire che anche in questa città, da sempre rispettosa della libertà e dei diritti degli individui, si ripetano episodi di inciviltà come quelli avvenuti a Roma e in altre città.
Lunedi 7 Giugno terremo una conferenza stampa sui tagli alla cultura della manovra finanziaria e organizzeremo un momento pubblico, in Piazza della Scala, per dire che i tagli penalizzano il patrimonio artistico e culturale della città che invece è leva di sviluppo non solo culturale ma anche economico e fonte preziosa di attrattività e internazionalizzazione della città di Milano.
Roberto Cornelli, segretario metropolitano Pd Milano
Francesco Laforgia, coordinatore cittadino Pd Milano.
Mercoledi 2 Giugno, manifestazione nazionale "Insieme per la Costituzione
Repubblicana". Il corteo, indetto da Acli, Anpi, Arci, Cgil, Casa della Carità, Libera, e tante altre associazioni, partirà alle ore 14 dai Bastioni di Porta Venezia. Al termine del comizio, in piazza Castello, interverrà il segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani.
Giovedi 3 Giugno, davanti al Provveditorato di Via Ripamonti parteciperemo al presidio contro i tagli alla scuola e contro una politica miope del governo che mortifica i saperi e la formazione.
Sabato 5 Giugno, insieme ai Giovani Democratici, dalle 21,30 in poi, faremo un volantinaggio, alle Colonne di San Lorenzo, luogo in cui sabato scorso è avvenuta l´aggressione di una coppia di ragazzi omosessuali. Parleremo con i ragazzi che frequentano le Colonne e denunceremo un clima che non ci piace. Per impedire che anche in questa città, da sempre rispettosa della libertà e dei diritti degli individui, si ripetano episodi di inciviltà come quelli avvenuti a Roma e in altre città.
Lunedi 7 Giugno terremo una conferenza stampa sui tagli alla cultura della manovra finanziaria e organizzeremo un momento pubblico, in Piazza della Scala, per dire che i tagli penalizzano il patrimonio artistico e culturale della città che invece è leva di sviluppo non solo culturale ma anche economico e fonte preziosa di attrattività e internazionalizzazione della città di Milano.
Roberto Cornelli, segretario metropolitano Pd Milano
Francesco Laforgia, coordinatore cittadino Pd Milano.
venerdì 30 aprile 2010
Acqua, Cornelli: "Il PD di Milano è con i comitati referendari"
"Le linee guida del progetto di legge su cui il PD sta lavorando esprimono quanto i comitati referendari chiedono: che l'acqua resti pubblica e che i Comuni e le Regioni possano deciderne la gestione, che vi siano delle tariffe agevolate e delle tariffe che incentivino al risparmio. A questo si aggiunge la necessità di regolamentare il servizio anche attraverso un'autorità che garantisca sull'efficienza e la qualità del servizio. E' fondamentale che l'acqua, che ci serve come l'aria, resti di tutti. Per questo è importante unirsi ai territori e ai comitati referendari spontanei, che spesso sono nati grazie all'apporto dei circoli del Pd, per difendere un diritto fondamentale, l'accesso all'acqua come bene pubblico."
mercoledì 7 aprile 2010
Milano, assemblea degli iscritti
Giovedì 15 aprile confronto sui risultati delle elezioni regionali e le tappe del percorso per le Comunali 2011. Giovedì 15 aprile alle 21.00 alla Camera del Lavoro di Corso di Porta Vittoria, 43 nella sala Di Vittorio, è stata fissata l' Assemblea degli iscritti al PD dell'area metropolitana di Milano.
L'occasione è utile ad aprire un confronto sui risultati delle elezioni regionali e per condividere fin da ora le tappe del percorso per la sfida elettorale di Milano 2011.
Il progetto politico e i metodi di individuazione del candidato sindaco sono elementi fondamentali per vincere la competizione sulla città per questo ritengo particolarmente importante la presenza di tutti a questo incontro.
Roberto Cornelli, segretario PD Metropolitano
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L'occasione è utile ad aprire un confronto sui risultati delle elezioni regionali e per condividere fin da ora le tappe del percorso per la sfida elettorale di Milano 2011.
Il progetto politico e i metodi di individuazione del candidato sindaco sono elementi fondamentali per vincere la competizione sulla città per questo ritengo particolarmente importante la presenza di tutti a questo incontro.
Roberto Cornelli, segretario PD Metropolitano
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lunedì 8 marzo 2010
Cornelli: qualcuno dovrebbe chiedere scusa
Roberto Cornelli, segretario del PD Metropolitano, interviene sulla vicenda del "condono" per liste. Sabato anche a Milano una manifestazione in contemporanea a quella di Roma.
D. Sabato pomeriggio il PD era per strada a protestare contro il decreto che ha
rimesso in pista il PDL a Roma e Formigoni a Milano ma non tutti hanno
capito il peso e il senso di quanto sta accadendo, ce lo può spiegare?
Roberto Cornelli: Intanto vorrei fare un distinguo tra la situazione avvenuta in Lazio e quanto accaduto in Lombardia. Solo apparentemente si tratta dello stesso problema. Invece, in comune, c'è solo una forte leggerezza del centrodestra a gestire le situazioni importanti. Secondo noi c'è anche una deliberata incompetenza ma soprattutto un'abbondante dose di litigiosità interna. Nel Lazio la lista del PDL per le regionali era rimasta esclusa perché presentata in Tribunale fuori tempo massimo. In Lombardia circa 500 delle 3500 firme necessarie per appoggiare la lista di candidato presidente Formigoni sono risultate incomplete o irregolari. Quindi anche il candidato legato a questa lista risultava impresentabile alle elezioni. Nella circoscrizione 1 del Lazio non avremmo avuto i candidati del PDL e in Lombardia sarebbe mancato il candidato del centrodestra e le liste ad esso collegate.
Tutto regolare invece per le liste del centrosinistra?
Certo. Va ribadita una cosa molto semplice: il pdl si è trovato in questa situazione per responsabilità sua e di nessun altro, e i dirigenti di quel partito dovrebbero innazitutto spiegare ai propri elettori quanto successo. Noi non c'entriamo niente ed è un atto di arroganza politica addossare colpe ad altri al posto di chiedere scusa e di ipotizzare insieme soluzioni istituzionali. Hanno preferito fare da soli e hano creato un altro pasticcio: la soluzione per decreto è inaccettabile anche perché la legge 400 dell'88 all'articolo 15, comma 2, fa specifico divieto di usare decreti "in materia elettorale", le elezioni sono il centro nevralgico della democrazia. D'altra parte anche Maroni si era espresso negando la possiblità di un decreto. Ma lo sappiamo, la Lega cambia idea facilmente e soprattutto a Roma dice una cosa, in Lombardia il contrario.
Per noi invece la legge è uguale per tutti, gli Italiani lo sanno bene, e non può essere il governo per primo a fare eccezione. Le regole per la presentazione delle liste e per la raccolta delle firme a sostegno di una lista non sono una forma ma la sostanza stessa delle leggi elettorali. E anche la sostanza della democrazia. Non accettarle, e ancora peggio, negarne l'importanza, come ha fatto anche questa volta il governo di Berlusconi è una grave mancanza di rispetto verso i cittadini. Che cosa succede a chi paga le tasse in ritardo o partecipa a un concorso presentando una documentazione incompleta? Senza eccezioni il cittadino viene multato o escluso dal bando! Persino la semplice operazione di voto richiede un documento d'identità, allora perché la presentazione di un candidato e della sua lista non dovrebbe rispondere a delle formalità sostanziali?
Insomma, non è andata come avrebbe dovuto?
Decisamente no. Il governo ha scritto un decreto che viola il principio di uguaglianza e imparzialità. In Lazio e Lombardia si fa eccezione in nome di un supposto "principale contendente". Ma la legge non era uguale per tutti? Evidentemente qualcuno vale più di altri. Questo decreto completa il quadro di una maggioranza che procede nel cambiare a suo vantaggio il quadro legislativo: Formigoni aveva già modificato l'articolo 4 dello statuto regionale per candidarsi per la quarta volta. C'è una certa coazione a ripetere, non trova? E nonostante questi fatti, Formigoni, con un linguaggio da stadio, ha anche il coraggio di sostenere che noi avremmo cercato di espellere il PDL e la Lega dalla partita ma che la moviola ha dimostrato che il fallo era nostro. Così l'arbitro ha riammesso la squadra di Formigoni e ha dato torto a noi.
Secondo lei Formigoni pensa a Napolitano quando parla di arbitro? Il capo
dello Stato ha firmato il decreto, perché non lo criticate?
E' sbagliato tirare dentro il vortice di questi accadimenti il Presidente della Repubblica. Il potere di emettere decreti d'urgenza sta nelle mani del Governo che non doveva mettere Napolitano in una situazione difficile da gestire, soprattutto per la posizione del presidente della Repubblica. Occorre avere un atteggiamento responsabile ed evitare che tutte le istituzioni vengano trascinate in questo gioco al massacro delle regole. Occorre riaffermare la politica e attribuire la cola di quanto sta accadendo a chi, con la prepotenza e con i trucchi, continua a ritenersi aldi sopra delle regole, delle leggi e della Costituzione.
D. Sabato pomeriggio il PD era per strada a protestare contro il decreto che ha
rimesso in pista il PDL a Roma e Formigoni a Milano ma non tutti hanno
capito il peso e il senso di quanto sta accadendo, ce lo può spiegare?
Roberto Cornelli: Intanto vorrei fare un distinguo tra la situazione avvenuta in Lazio e quanto accaduto in Lombardia. Solo apparentemente si tratta dello stesso problema. Invece, in comune, c'è solo una forte leggerezza del centrodestra a gestire le situazioni importanti. Secondo noi c'è anche una deliberata incompetenza ma soprattutto un'abbondante dose di litigiosità interna. Nel Lazio la lista del PDL per le regionali era rimasta esclusa perché presentata in Tribunale fuori tempo massimo. In Lombardia circa 500 delle 3500 firme necessarie per appoggiare la lista di candidato presidente Formigoni sono risultate incomplete o irregolari. Quindi anche il candidato legato a questa lista risultava impresentabile alle elezioni. Nella circoscrizione 1 del Lazio non avremmo avuto i candidati del PDL e in Lombardia sarebbe mancato il candidato del centrodestra e le liste ad esso collegate.
Tutto regolare invece per le liste del centrosinistra?
Certo. Va ribadita una cosa molto semplice: il pdl si è trovato in questa situazione per responsabilità sua e di nessun altro, e i dirigenti di quel partito dovrebbero innazitutto spiegare ai propri elettori quanto successo. Noi non c'entriamo niente ed è un atto di arroganza politica addossare colpe ad altri al posto di chiedere scusa e di ipotizzare insieme soluzioni istituzionali. Hanno preferito fare da soli e hano creato un altro pasticcio: la soluzione per decreto è inaccettabile anche perché la legge 400 dell'88 all'articolo 15, comma 2, fa specifico divieto di usare decreti "in materia elettorale", le elezioni sono il centro nevralgico della democrazia. D'altra parte anche Maroni si era espresso negando la possiblità di un decreto. Ma lo sappiamo, la Lega cambia idea facilmente e soprattutto a Roma dice una cosa, in Lombardia il contrario.
Per noi invece la legge è uguale per tutti, gli Italiani lo sanno bene, e non può essere il governo per primo a fare eccezione. Le regole per la presentazione delle liste e per la raccolta delle firme a sostegno di una lista non sono una forma ma la sostanza stessa delle leggi elettorali. E anche la sostanza della democrazia. Non accettarle, e ancora peggio, negarne l'importanza, come ha fatto anche questa volta il governo di Berlusconi è una grave mancanza di rispetto verso i cittadini. Che cosa succede a chi paga le tasse in ritardo o partecipa a un concorso presentando una documentazione incompleta? Senza eccezioni il cittadino viene multato o escluso dal bando! Persino la semplice operazione di voto richiede un documento d'identità, allora perché la presentazione di un candidato e della sua lista non dovrebbe rispondere a delle formalità sostanziali?
Insomma, non è andata come avrebbe dovuto?
Decisamente no. Il governo ha scritto un decreto che viola il principio di uguaglianza e imparzialità. In Lazio e Lombardia si fa eccezione in nome di un supposto "principale contendente". Ma la legge non era uguale per tutti? Evidentemente qualcuno vale più di altri. Questo decreto completa il quadro di una maggioranza che procede nel cambiare a suo vantaggio il quadro legislativo: Formigoni aveva già modificato l'articolo 4 dello statuto regionale per candidarsi per la quarta volta. C'è una certa coazione a ripetere, non trova? E nonostante questi fatti, Formigoni, con un linguaggio da stadio, ha anche il coraggio di sostenere che noi avremmo cercato di espellere il PDL e la Lega dalla partita ma che la moviola ha dimostrato che il fallo era nostro. Così l'arbitro ha riammesso la squadra di Formigoni e ha dato torto a noi.
Secondo lei Formigoni pensa a Napolitano quando parla di arbitro? Il capo
dello Stato ha firmato il decreto, perché non lo criticate?
E' sbagliato tirare dentro il vortice di questi accadimenti il Presidente della Repubblica. Il potere di emettere decreti d'urgenza sta nelle mani del Governo che non doveva mettere Napolitano in una situazione difficile da gestire, soprattutto per la posizione del presidente della Repubblica. Occorre avere un atteggiamento responsabile ed evitare che tutte le istituzioni vengano trascinate in questo gioco al massacro delle regole. Occorre riaffermare la politica e attribuire la cola di quanto sta accadendo a chi, con la prepotenza e con i trucchi, continua a ritenersi aldi sopra delle regole, delle leggi e della Costituzione.
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