Il percorso che porta verso la riconsegna alla città della Vecchia Filanda entra nel vivo. Cominciano i lavori di riqualificazione, al termine del quale, entro la fine dell’anno, Cernusco avrà un centro polifunzionale in grado di ospitare iniziative per le famiglie, i bambini, gli anziani.
I lavori costeranno 1.460.000 euro dei quali 185.000 provengono da un finanziamento del ministero dell’Interno, che ha riconosciuto le finalità del progetto elaborato da Villa Greppi “La nuova Filanda – intreccio di legami sociali”, come attuazione delle direttive delle Nazioni Unite per l’assistenza sociale.
“Un altro passo verso uno dei progetti più importanti per la città”, è il commento del Sindaco, Eugenio Comincini – “che ci consentirà di consegnare ai cittadini una struttura centralissima che da oltre 30 anni attendeva una destinazione utile e dove le persone e le loro esigenze potranno trovare spazio ed espressione.”
Lavori di riqualificazione sono previsti anche per il parco Trabattoni, sul quale si affaccia l’ex opificio, che nell’idea del progetto complessivo dovrà collegare parte delle proprie funzioni a quelle del centro polifunzionale.
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giovedì 21 aprile 2011
venerdì 21 gennaio 2011
La Nuova Filanda piace anche a Roma
185mila euro di finanziamento dal ministero dell'Interno per il progetto sociale che sta "dentro" la Vecchia Filanda. Ma soprattutto un importante riconoscimento per un progetto destinato alla fruizione piena dei cittadini, considerato uno dei migliori 25 progetti sociali d'Italia. Un altro passo avanti per la rinascita della Vecchia Filanda, un altro passo verso l'apertura, l'anno prossimo.
Ecco il comunicato stampa ufficiale del Comune di Cernusco sul Naviglio.
Ecco il comunicato stampa ufficiale del Comune di Cernusco sul Naviglio.
lunedì 12 luglio 2010
Vecchia Filanda, 15 non profit in campo
Prosegue a grandi i passi il percorso verso la nuova –Vecchia Filanda. L’8 luglio scorso è scaduto il termine riservato alle realtà del terzo settore per dichiarare il loro interesse a partecipare all’elaborazione del progetto di riutilizzo dell'edificio (clicca qui e qui per saperne di più). Il bando è disponibile qui. Insomma, la coprogettazione, l'approccio innovativo scelto dall'amministrazione comunale (e sollecitato dal Partito Democratico) per ripensare il futuro dell'edificio, va avanti. E il terzo settore, dopo la grande partecipazione all’incontro voluto dal Partito Democratico di Cernusco sul Naviglio, a fine maggio (clicca qui per saperne di più) ha risposto con grande interesse: hanno partecipato 15 realtà (6 cooperative sociali, 2 consorzi, 7 associazioni del territorio). Nel frattempo è stato affidato l’incarico ai professionisti che elaboreranno il progetto complessivo della struttura. Come spiega il sindaco Eugenio Comincini nel sul blog: «Se tutto va bene (incrociamo le dita…), per l’inizio del 2011 potranno iniziare i lavori e per la fine del prossimo anno avremo la… Nuova Filanda!». Il bando di coprogettazione, lo ricordiamo, prevede che le funzioni da insediare all’interno della struttura sono quelle che hanno per destinatari bambini/famiglie ed anziani. Lo scopo è quello di ridare vita ad un edificio da sempre simbolo di Cernusco, rispondendo ad una domanda di spazi per la socializzazione espressa dalla stessa cittadinanza.
giovedì 17 giugno 2010
Vecchia Filanda, tocca alle Associazioni
Vecchia Filanda, ci siamo. 8 luglio 2010: entro questa data le associazioni e e realtà del Terzo settore dovranno dichiarare il loro interesse a partecipare all’elaborazione del progetto di riutilizzo dell'edificio (clicca qui e qui per saperne di più). Il bando è disponibile qui. Insomma, la coprogettazione, l'approccio innovativo scelto dall'amministrazione comunale (e condiviso dal Partito democratico) per ripensare il futuro dell'edificio, muove i primi passi. Nel frattempo è stato affidato l’incarico ai professionisti che elaboreranno il progetto complessivo della struttura. Come spiega il sindaco Eugenio Comincini nel sul blog: «Se tutto va bene (incrociamo le dita…), per l’inizio del 2011 potranno iniziare i lavori e per la fine del prossimo anno avremo la… Nuova Filanda!». Associazioni, fatevi avanti!
mercoledì 9 giugno 2010
Vecchia Filanda, sussidiarietà messa in pratica
Quando un fatto concreto vale più di mille enunciazioni teoriche.
di Mauro Andreoni
Il principio di sussidiarietà è uno dei pilastri teorici della dottrina sociale della chiesa, delineato per la prima volta nella fondamentale enciclica “Rerum Novarum” da Leone XIII nel 1891.
Non è tuttavia un concetto esclusivamente e originariamente “cattolico” perché in modo incompleto o velato è più volte enucleato da pensatori di differente impostazione culturale, dalle Sacre Scritture ed Aristotele in poi.
La nostra costituzione, nella riforma proposta dai primi governi di centro-sinistra della cosiddetta seconda repubblica e poi approvata il 7 ottobre 2001 con referendum popolare, introduce compiutamente il principio di sussidiarietà all'articolo 118.
Anche i trattati europei attingono largamente a questo principio.
Quello che ci preme sottolineare è che il principio di sussidiarietà è praticamente divenuto patrimonio universale di tutti i politici di buona volontà e per questo risulta del tutto ingiustificato l'utilizzo quale “clava ideologica” del quale taluni ne fanno, per mettere in cattiva luce l'avversario politico.
Naturalmente, come tutti i concetti teorici deve essere quotidianamente declinato nella realtà da chi è chiamato a governare la società, altrimenti rischia di restare un vuoto enunciato oggetto di insipide discussioni accademiche.
Riteniamo che un buon esempio di applicazione della sussidiarietà sia il percorso amministrativo che sta seguendo la ristrutturazione della cosiddetta “Vecchia Filanda”.
Le associazioni cernuschesi sono chiamate a raccogliere la sfida di una futura gestione comunitaria, secondo criteri individuati in accordo con l'amministrazione pubblica.
Spesso vale più un fatto concreto che mille enunciazioni teoriche.
giovedì 27 maggio 2010
La Filanda e le buone pratiche politiche
di Jasmine La Morgia
Se in Italia esistesse una Banca delle buone pratiche politiche, come quella di Barcellona, la Filanda di Cernusco sul Naviglio avrebbe un rilievo di primo piano. Una buona pratica politica è qualsiasi atto, promosso da una amministrazione locale, che migliori in modo significativo una situazione insoddisfacente. Le buone pratiche possono realizzarsi in qualsiasi ambito dell’attività di un ente locale, sia nella gestione interna che come servizio esterno: progettazione di politiche, gestione di servizi, ottimizzazione delle risorse, qualità, partecipazione dei cittadini, concertazione pubblico-privato.
La Filanda era un opificio che, abbandonato per decenni, era stato parzialmente solo ristrutturato dalla giunta precedente, ma senza una definita destinazione finale. Si tratta di spazi molto grandi che si affacciano su un’aerea di verde pubblico proprio al centro della città. L’amministrazione attuale ha deciso di destinarli a dei soggetti precisi – anziani, famiglie e bambini- all’interno di un progetto di coprogettazione sia strutturale che gestionale con le associazioni che si occupano di questi soggetti.
Si tratta di una scelta ambiziosa, in controtendenza rispetto agli indirizzi culturali del presente e non esente da rischi. Le istituzioni restituiscono alla città uno spazio pubblico, mettono a disposizione un luogo per ri-creare relazioni, forniscono cioè l’ambito privilegiato per invertire la tendenza alla solitudine del cittadino globale e per ristabilire una connessione fra la sfera privata e quella pubblica. La filanda, con una scelta coraggiosa, non è stata utilizzata come bene pubblico da mettere sul mercato per fare cassa, né riciclata come parco dei divertimenti, ma diventerà quello che un tempo si chiamava agorà, lo spazio né privato né pubblico, ma più esattamente privato e pubblico al tempo stesso.
Le istituzioni svolgono qui un importante ruolo di pedagogia politica e c’è una forza politica, il Partito Democratico di Cernusco, che se n’è assunto pienamente la responsabilità di indirizzo. La politica torna a svolgere quindi una funzione da tempo messa da parte.
Dicevo dei rischi, in particolare la difficoltà a far recepire anche alle associazioni coinvolte la diversa impostazione culturale in campo: non si tratta di “gestione” di strutture, ma di coprogettazione di funzioni. Le associazioni, che con un ossimoro amano definirsi privato sociale, dovranno essere all’altezza del compito e soprattutto essere disponibili ad invertire il paradigma corrente di pubblicizzazione del privato, vale a dire pagare dei privati per svolgere delle funzioni che dovrebbe svolgere il pubblico. Con chiarezza l’amministrazione ha fatto una scelta diversa: intende conservare la sua responsabilità di soggetto istituzionale. Insomma, la filanda va a buon diritto nel registro della Banca delle Buone Pratiche (BBP).
Se in Italia esistesse una Banca delle buone pratiche politiche, come quella di Barcellona, la Filanda di Cernusco sul Naviglio avrebbe un rilievo di primo piano. Una buona pratica politica è qualsiasi atto, promosso da una amministrazione locale, che migliori in modo significativo una situazione insoddisfacente. Le buone pratiche possono realizzarsi in qualsiasi ambito dell’attività di un ente locale, sia nella gestione interna che come servizio esterno: progettazione di politiche, gestione di servizi, ottimizzazione delle risorse, qualità, partecipazione dei cittadini, concertazione pubblico-privato.
La Filanda era un opificio che, abbandonato per decenni, era stato parzialmente solo ristrutturato dalla giunta precedente, ma senza una definita destinazione finale. Si tratta di spazi molto grandi che si affacciano su un’aerea di verde pubblico proprio al centro della città. L’amministrazione attuale ha deciso di destinarli a dei soggetti precisi – anziani, famiglie e bambini- all’interno di un progetto di coprogettazione sia strutturale che gestionale con le associazioni che si occupano di questi soggetti.
Si tratta di una scelta ambiziosa, in controtendenza rispetto agli indirizzi culturali del presente e non esente da rischi. Le istituzioni restituiscono alla città uno spazio pubblico, mettono a disposizione un luogo per ri-creare relazioni, forniscono cioè l’ambito privilegiato per invertire la tendenza alla solitudine del cittadino globale e per ristabilire una connessione fra la sfera privata e quella pubblica. La filanda, con una scelta coraggiosa, non è stata utilizzata come bene pubblico da mettere sul mercato per fare cassa, né riciclata come parco dei divertimenti, ma diventerà quello che un tempo si chiamava agorà, lo spazio né privato né pubblico, ma più esattamente privato e pubblico al tempo stesso.
Le istituzioni svolgono qui un importante ruolo di pedagogia politica e c’è una forza politica, il Partito Democratico di Cernusco, che se n’è assunto pienamente la responsabilità di indirizzo. La politica torna a svolgere quindi una funzione da tempo messa da parte.
Dicevo dei rischi, in particolare la difficoltà a far recepire anche alle associazioni coinvolte la diversa impostazione culturale in campo: non si tratta di “gestione” di strutture, ma di coprogettazione di funzioni. Le associazioni, che con un ossimoro amano definirsi privato sociale, dovranno essere all’altezza del compito e soprattutto essere disponibili ad invertire il paradigma corrente di pubblicizzazione del privato, vale a dire pagare dei privati per svolgere delle funzioni che dovrebbe svolgere il pubblico. Con chiarezza l’amministrazione ha fatto una scelta diversa: intende conservare la sua responsabilità di soggetto istituzionale. Insomma, la filanda va a buon diritto nel registro della Banca delle Buone Pratiche (BBP).
La Filanda chiama e le associazioni rispondono
Era gremita di gente la sala Camerani della biblioteca mercoledì sera durante l’incontro organizzato dal Pd di Cernusco “Vecchia (o nuova) Filanda? Il ruolo delle associazioni”, segno che l’idea di partecipare alla progettazione di un nuovo futuro per la Filanda interessa, o quantomeno incuriosisce, le realtà che operano sul territorio.
Il Partito Democratico di Cernusco sul Naviglio ha avviato con questa serata un cammino di dialogo e collaborazione con le associazioni e le cooperative sociali. Un dialogo che sarà portato avanti anche dall’amministrazione e che ha l’obiettivo di trasformare l’edificio in un vero centro aggregativo.
La serata è stata anche l’occasione per chiarire alcuni punti del progetto come la funzione, luogo per attività ricreative e ludiche, e il target, anziani e famiglie con bambini e per spiegare la scelta di un bando di coprogettazione.
“La coprogettazione è una scommessa per la nostra città – ha spiegato il portavoce Paolo Della Cagnoletta – L’amministrazione fa la metà del lavoro, elaborando una stima dei costi e una divisione degli spazi, le associazioni fanno il resto, proponendo e condividendo un sistema di gestione della struttura. La scommessa è che la Vecchia Filanda, attraverso il contributo di chi opera sul nostro territorio, diventi un luogo di socializzazione per tutta la città”.
Come ha spiegato anche Maria Luisa Priore, della cooperativa sociale "Insieme", che ha raccontanto un'esperienza analoga di Melzo, la coprogettazione garantisce che la Vecchia Filanda non si riduca ad essere la sede delle associazioni che la gestiranno ma un luogo dove nasceranno e si svilupperanno percorsi di partecipazione che interesseranno tutti i cernuschesi.
Le associazioni mercoledì si sono limitate ad ascoltare e a porre domande, nei prossimi mesi invece la parola passerà a loro, alle loro proposte, alla loro creatività, alla loro voglia di contribuire a rendere Cernusco una città più accogliente e più aperta a tutti.
Il Partito Democratico di Cernusco sul Naviglio ha avviato con questa serata un cammino di dialogo e collaborazione con le associazioni e le cooperative sociali. Un dialogo che sarà portato avanti anche dall’amministrazione e che ha l’obiettivo di trasformare l’edificio in un vero centro aggregativo.
La serata è stata anche l’occasione per chiarire alcuni punti del progetto come la funzione, luogo per attività ricreative e ludiche, e il target, anziani e famiglie con bambini e per spiegare la scelta di un bando di coprogettazione.
“La coprogettazione è una scommessa per la nostra città – ha spiegato il portavoce Paolo Della Cagnoletta – L’amministrazione fa la metà del lavoro, elaborando una stima dei costi e una divisione degli spazi, le associazioni fanno il resto, proponendo e condividendo un sistema di gestione della struttura. La scommessa è che la Vecchia Filanda, attraverso il contributo di chi opera sul nostro territorio, diventi un luogo di socializzazione per tutta la città”.
Come ha spiegato anche Maria Luisa Priore, della cooperativa sociale "Insieme", che ha raccontanto un'esperienza analoga di Melzo, la coprogettazione garantisce che la Vecchia Filanda non si riduca ad essere la sede delle associazioni che la gestiranno ma un luogo dove nasceranno e si svilupperanno percorsi di partecipazione che interesseranno tutti i cernuschesi.
Le associazioni mercoledì si sono limitate ad ascoltare e a porre domande, nei prossimi mesi invece la parola passerà a loro, alle loro proposte, alla loro creatività, alla loro voglia di contribuire a rendere Cernusco una città più accogliente e più aperta a tutti.
martedì 18 maggio 2010
Vecchia (o nuova) Filanda? Il ruolo delle associazioni
Mercoledì 26 maggio alle 21 Sala Camerani, Biblioteca Civica Lino Penati, Via Cavour 51.
Un appuntamento voluto dal circolo del Pd per confrontarsi con le associazioni/cooperative sul futuro e sulla gestione dello storico edificio,visto che il terzo settore sarà uno dei protagonisti dei prossimi passaggi della riqualificazione dello storico edificio. Per restituire la Vecchi Filanda alla città l’Amministrazione Comunale, guidata dal nostro Sindaco Eugenio Comincini, ha operato in una duplice direzione:
* ha ripensato la destinazione, abbandonando l’idea della precedente amministrazione di uno spazio fieristico espositivo, e privilegiando, invece, un uso che valorizzi la Vecchia Filanda e il centro cittadino come un luogo di socializzazione quotidiana;
* ha preparato un percorso di selezione dei gestori di tali spazi che valorizzerà le realtà associative, non lucrative, locali, che potranno partecipare direttamente all’elaborazione del progetto gestionale candidandosi anche per l’affidamento.
Le funzioni privilegiate dall’Amministrazione Comunale da insediare all’interno della struttura sono quelle che hanno per destinatari bambini/famiglie ed anziani.
Lo scopo è quello di ridare vita ad un edificio da sempre simbolo di Cernusco, rispondendo ad una domanda di spazi per la socializzazione espressa dalla stessa cittadinanza.
Il Partito Democratico, che crede fortemente nelle grandi potenzialità della Vecchia Filanda come polo sociale e centro aggregativo, ha posto all’Amministrazione la richiesta di fare della partecipazione diretta delle associazioni il valore fondante della fase che si aprirà contestualmente alla progettazione esecutiva degli ultimi lavori di riqualificazione, indicativamente nel prossimo mese di settembre. Tale concomitanza è voluta proprio per raccogliere i suggerimenti che i futuri “gestori” vorranno indicare per il miglior uso degli spazi.
Ci siamo spesi per il coinvolgimento dei volontari perché riteniamo che lo spirito “imprenditoriale”, ma non lucrativo, delle associazioni che animano quotidianamente la nostra città con iniziative a forte valore solidaristico, debba essere continuamente incoraggiato dalle istituzioni, e la Vecchia Filanda può diventare la sede naturale di una rinnovata collaborazione.
Parleremo, quindi, di tutto ciò: del punto a cui si è arrivati, di esperienze simili vissute nelle città limitrofe, delle competenze necessarie per farsi trovare pronti a partecipare ai prossimi passaggi, con l’idea, da parte nostra, di ascoltare sollecitazioni, richieste e idee.
Un appuntamento voluto dal circolo del Pd per confrontarsi con le associazioni/cooperative sul futuro e sulla gestione dello storico edificio,visto che il terzo settore sarà uno dei protagonisti dei prossimi passaggi della riqualificazione dello storico edificio. Per restituire la Vecchi Filanda alla città l’Amministrazione Comunale, guidata dal nostro Sindaco Eugenio Comincini, ha operato in una duplice direzione:
* ha ripensato la destinazione, abbandonando l’idea della precedente amministrazione di uno spazio fieristico espositivo, e privilegiando, invece, un uso che valorizzi la Vecchia Filanda e il centro cittadino come un luogo di socializzazione quotidiana;
* ha preparato un percorso di selezione dei gestori di tali spazi che valorizzerà le realtà associative, non lucrative, locali, che potranno partecipare direttamente all’elaborazione del progetto gestionale candidandosi anche per l’affidamento.
Le funzioni privilegiate dall’Amministrazione Comunale da insediare all’interno della struttura sono quelle che hanno per destinatari bambini/famiglie ed anziani.
Lo scopo è quello di ridare vita ad un edificio da sempre simbolo di Cernusco, rispondendo ad una domanda di spazi per la socializzazione espressa dalla stessa cittadinanza.
Il Partito Democratico, che crede fortemente nelle grandi potenzialità della Vecchia Filanda come polo sociale e centro aggregativo, ha posto all’Amministrazione la richiesta di fare della partecipazione diretta delle associazioni il valore fondante della fase che si aprirà contestualmente alla progettazione esecutiva degli ultimi lavori di riqualificazione, indicativamente nel prossimo mese di settembre. Tale concomitanza è voluta proprio per raccogliere i suggerimenti che i futuri “gestori” vorranno indicare per il miglior uso degli spazi.
Ci siamo spesi per il coinvolgimento dei volontari perché riteniamo che lo spirito “imprenditoriale”, ma non lucrativo, delle associazioni che animano quotidianamente la nostra città con iniziative a forte valore solidaristico, debba essere continuamente incoraggiato dalle istituzioni, e la Vecchia Filanda può diventare la sede naturale di una rinnovata collaborazione.
Parleremo, quindi, di tutto ciò: del punto a cui si è arrivati, di esperienze simili vissute nelle città limitrofe, delle competenze necessarie per farsi trovare pronti a partecipare ai prossimi passaggi, con l’idea, da parte nostra, di ascoltare sollecitazioni, richieste e idee.
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