Ieri sera il Consiglio comunale ha commemorato in maniera solenne i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli da parte della Banda cittadina, il Presidente del Consiglio comunale ha tenuto il discorso ufficiale al quale sono seguiti gli interventi di tutti i gruppi consiliari.
Ecco l'intervento di Raffaele Di Bello, capogruppo in consiglio del Partito Democratico:
“L’Italia del Risorgimento era decisamente Rock” (Adriano Celentano).
Gli storici ci hanno tramandato i fatti, le date, gli eventi, i protagonisti ma non la passione che animava quelle persone e che stava dietro a quei fatti, a quelle date, a quegli eventi. Per ascoltare il rock di cui era invasa l’Italia in quegli anni bisogna andare direttamente alla fonte: da quegli uomini e donne che l’Italia l’hanno fatta. Bisogna ascoltare le loro parole, parole che sono arrivate sino a noi incise su lettere, diari, memorie, verbali di polizia giudiziaria. Quelle parole sono lo spartito su cui sono scritte le note del Risorgimento.
Leggendo quelle pagine si viene così a sapere che quelle persone che per anni la retorica patria ci ha presentato come “Padri della Patria” erano giovani se non giovanissimi. Era questa la loro vera forza. Il risorgimento, come la Rivoluzione Francese, è stato opera dei giovani e che a loro si deve se l’Italia, dopo secoli di servitù, di speranze inutili e di disillusioni, ha cominciato a non aver paura della libertà. E’ solo nei giovani che possono convivere coraggio, follia, sogni e speranza per un domani migliore in maniera così forte da spingerli in strada, male armati per sfidare i più forti e organizzati eserciti d’Europa.
