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venerdì 13 aprile 2012
Zacchetti: caro Gargantini, la tua offerta non mi interessa. Io sto con Comincini e con il Pd
di Ermanno Zacchetti
candidato al Consiglio Comunale di Cernusco sul Naviglio alle Elezioni Amministrative del 6/7 Maggio nella lista del PD
Ho letto l'intervista di Gargantini su In Folio di oggi e vorrei prima di tutto ringraziarlo per l'apprezzamento che ha espresso sul mio operato negli ultimi due anni da Assessore: conoscendolo da molto tempo, so che non avrebbe esitato a contestarmi - anche, nonostante e soprattutto perché siamo amici - se il suo giudizio fosse stato negativo.
Nello stesso tempo vorrei anche sgombrare il campo dal possibile equivoco che deriva dalle sue parole e cioè che io possa essere nuovamente Assessore nel caso fosse Gargantini a vincere le elezioni: visto che dice di pensare già ad alcune figure che possano ricoprire i vari ruoli, gli semplifico la riflessione per quanto riguarda me facendo un passo indietro. Sono certo che la sua proposta sia stata fatta in sincerità e non per creare confusione nella mia campagna elettorale (come alcune dietrologi mi hanno insinuato), ma non sono attaccato ad una poltrona comunque e quantunque.
In questi giorni di campagna elettorale sto raccontando a tutti quanto sia valido il progetto #meglioquestacernusco e ne sono davvero convinto.
Penso che sia #meglioquestacernusco perché preferisco raccontare ogni giorno un punto del nostro programma a sostegno della conferma di Eugenio Comincini Sindaco piuttosto che leggere interviste dove non ne é indicato nemmeno 1.
giovedì 11 marzo 2010
Caso Gargantini, il PD: non rappresenta più la linea del partito
Ecco il testo del comunicato stampa inviato agli organi di stampa:
Una scelta dolorosa, ma inevitabile. Il portavoce del circolo del Partito Democratico di Cernusco sul Naviglio, Paolo Della Cagnoletta rompe gli indugi sul “caso Gargantini” e prende atto della fine di un rapporto di «leale collaborazione, solidarietà e di fiducia, che deve essere alla base del nostro stare insieme. I partiti di solisti semplicemente non esistono, perché durano lo spazio di una discussione».
Della Cagnoletta ricostruisce le tappe che hanno portato alla situazione di oggi: «Negli ultimi mesi, il consigliere Claudio Gargantini ha espresso più volte pubblicamente il proprio dissenso nei confronti di quanto deciso dal Partito Democratico e dalla maggioranza e di quanto operato dall’amministrazione comunale.
Tale dissenso si è concretizzato talvolta anche in voti contrari o differenti rispetto a quanto deliberato della maggioranza in Consiglio Comunale, spesso senza che il consigliere Gargantini avesse informato il partito delle sue posizioni né ne avesse discusso preventivamente nelle opportune sedi politiche.
Il Partito Democratico, all’interno del suo coordinamento, ha affrontato tale questione con il diretto interessato, chiedendo all’unanimità un atteggiamento responsabile e leale nei confronti del partito e del gruppo.
Nell’ultimo Consiglio Comunale Gargantini ha però agito e votato nuovamente in maniera difforme dalla maggioranza, senza aver condiviso preventivamente le sue posizioni con il proprio gruppo di appartenenza.
Per questi motivi, il portavoce, il coordinamento del PD e il gruppo consiliare «con rammarico prendono atto all’unanimità della scelta di Claudio Gargantini di giocare un ruolo che non gli consente più di rappresentare le idee del partito».
Il Partito Democratico ribadisce la propria volontà di favorire il dibattito interno, di condividere le scelte amministrative strategiche con i propri iscritti ed elettori e di accettare il contributo propositivo di tutti. La discussione interna al partito deve però svolgersi in un quadro di fiducia e di lealtà reciproca. Le proposte fatte devono essere preventivamente discusse, devono essere costruttive e concrete e devono portare a scelte condivise con il partito e con la maggioranza, sulle quali nessuno può pensare di agire autonomamente, come se non vi fossero state occasioni di condivisione e dibattito. Se ciascun consigliere fosse indisponibile alla mediazione politica e pretendesse di poter imporre con successo i propri progetti o, in alternativa, di dissociarsi, verrebbe meno la possibilità di amministrare con stabilità e incisività il nostro Comune, con grave danno per tutta la cittadinanza.
Una scelta dolorosa, ma inevitabile. Il portavoce del circolo del Partito Democratico di Cernusco sul Naviglio, Paolo Della Cagnoletta rompe gli indugi sul “caso Gargantini” e prende atto della fine di un rapporto di «leale collaborazione, solidarietà e di fiducia, che deve essere alla base del nostro stare insieme. I partiti di solisti semplicemente non esistono, perché durano lo spazio di una discussione».
Della Cagnoletta ricostruisce le tappe che hanno portato alla situazione di oggi: «Negli ultimi mesi, il consigliere Claudio Gargantini ha espresso più volte pubblicamente il proprio dissenso nei confronti di quanto deciso dal Partito Democratico e dalla maggioranza e di quanto operato dall’amministrazione comunale.
Tale dissenso si è concretizzato talvolta anche in voti contrari o differenti rispetto a quanto deliberato della maggioranza in Consiglio Comunale, spesso senza che il consigliere Gargantini avesse informato il partito delle sue posizioni né ne avesse discusso preventivamente nelle opportune sedi politiche.
Il Partito Democratico, all’interno del suo coordinamento, ha affrontato tale questione con il diretto interessato, chiedendo all’unanimità un atteggiamento responsabile e leale nei confronti del partito e del gruppo.
Nell’ultimo Consiglio Comunale Gargantini ha però agito e votato nuovamente in maniera difforme dalla maggioranza, senza aver condiviso preventivamente le sue posizioni con il proprio gruppo di appartenenza.
Per questi motivi, il portavoce, il coordinamento del PD e il gruppo consiliare «con rammarico prendono atto all’unanimità della scelta di Claudio Gargantini di giocare un ruolo che non gli consente più di rappresentare le idee del partito».
Il Partito Democratico ribadisce la propria volontà di favorire il dibattito interno, di condividere le scelte amministrative strategiche con i propri iscritti ed elettori e di accettare il contributo propositivo di tutti. La discussione interna al partito deve però svolgersi in un quadro di fiducia e di lealtà reciproca. Le proposte fatte devono essere preventivamente discusse, devono essere costruttive e concrete e devono portare a scelte condivise con il partito e con la maggioranza, sulle quali nessuno può pensare di agire autonomamente, come se non vi fossero state occasioni di condivisione e dibattito. Se ciascun consigliere fosse indisponibile alla mediazione politica e pretendesse di poter imporre con successo i propri progetti o, in alternativa, di dissociarsi, verrebbe meno la possibilità di amministrare con stabilità e incisività il nostro Comune, con grave danno per tutta la cittadinanza.
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