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martedì 20 settembre 2011
lunedì 4 aprile 2011
Immigrazione, il piano del PD
Bersani al Tg3: Accordi con la Tunisia. Applicazione della direttiva 55 dell'UE. Abbandonare la strategia delle tendopoli e gestire l'accoglienza con Regioni, Enti locali, volontariato e Protezione civile
mercoledì 30 marzo 2011
Bersani, l'Italia ha bisogno di un Pd unito
Il Pd propone una nuova riforma repubblicana e un nuovo patto sociale: un programma che ricostruisca il Paese dopo il fallimento del berlusconismo - Sintesi relazione di Bersani alla Direzione nazionale PD
mercoledì 9 marzo 2011
Berlusconi dimettiti! Firme consegnate!
Ci sono anche le firme dei quasi duemila cernuschesi che hanno fatto la fila ai nostri banchetti tra quelle portate ieri in piazza dal PD a Roma.
il Pd ha portato in piazza 120 scatole chiuse in 3 apecars, contenenti fisicamente circa 6 milioni di firme per le dimissioni del premier. A queste si aggiungono i 4 milioni di moduli inviati ai cittadini e le centinaia di migliaia di firme già raccolti on-line. C'è anche una scatola riservata espressamente al Presidente del Consiglio, di colore giallo, che contiene i primi moduli della raccolta firme così come sono stati consegnati alla sede del PD. Scatola che a fine manifestazione Rosy Bindi ha portato a Palazzo Chigi, nelle mani di Gianni Letta.
“Mettiamoci in cammino per una fase nuova. Nel cuore della crisi italiana c’è la condizione delle donne: è crisi economica e morale, il berlusconismo ha incrinato lo spirito civico con pensieri cattivi e sbagliati. Che il consenso viene prima delle regole, che l’individualismo è la soluzione ai problemi, che la mercificazione della donna sia lo spazio della sua libertà con un uso smisurato del potere e della ricchezza. No, no, no". È il passaggio più forte del discorso del segretario del PD, Pier Luigi Bersani, dal palco allestito a Piazza Di Pietra a Roma nel centenario della festa dell’8 marzo. Con lui ad intervenire sul palco è la portavoce della Conferenza delle donne del PD, Roberta Agostini, e la segretaria del Partito Democratico tunisino.
il Pd ha portato in piazza 120 scatole chiuse in 3 apecars, contenenti fisicamente circa 6 milioni di firme per le dimissioni del premier. A queste si aggiungono i 4 milioni di moduli inviati ai cittadini e le centinaia di migliaia di firme già raccolti on-line. C'è anche una scatola riservata espressamente al Presidente del Consiglio, di colore giallo, che contiene i primi moduli della raccolta firme così come sono stati consegnati alla sede del PD. Scatola che a fine manifestazione Rosy Bindi ha portato a Palazzo Chigi, nelle mani di Gianni Letta.
“Mettiamoci in cammino per una fase nuova. Nel cuore della crisi italiana c’è la condizione delle donne: è crisi economica e morale, il berlusconismo ha incrinato lo spirito civico con pensieri cattivi e sbagliati. Che il consenso viene prima delle regole, che l’individualismo è la soluzione ai problemi, che la mercificazione della donna sia lo spazio della sua libertà con un uso smisurato del potere e della ricchezza. No, no, no". È il passaggio più forte del discorso del segretario del PD, Pier Luigi Bersani, dal palco allestito a Piazza Di Pietra a Roma nel centenario della festa dell’8 marzo. Con lui ad intervenire sul palco è la portavoce della Conferenza delle donne del PD, Roberta Agostini, e la segretaria del Partito Democratico tunisino.
venerdì 21 gennaio 2011
Dieci milioni di firme per cacciare Berlusconi
Dieci milioni di firme da raccogliere in un mese per poi portarle a Palazzo Chigi. Dieci milioni di firme per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. Dagli schermi di Repubblica Tv, intervistato da Massimo Giannini, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani lancia la "campagna di febbraio"
Clicca qui per vedere il video
venerdì 14 gennaio 2011
Direzione nazionale, ecco come è andata
Sintesi della relazione e delle conclusioni di Bersani alla Direzione del Pd. Relazione approvata con 127 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti. Modem non ha partecipato al voto
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martedì 14 dicembre 2010
Bersani: "Non diamo troppo tempo al tramonto, il Paese vuole cambiare"
Mozione di sfiducia al governo Berlusconi. L'intervento in aula del segretario PD
lunedì 13 dicembre 2010
giovedì 30 settembre 2010
La fiducia del cerino
L'intervento di Pierluigi Bersani alla Camera, sulla richiesta di fiducia del Governo
venerdì 24 settembre 2010
Parliamo agli italiani di loro e non di noi
La conferenza stampa del segretario Pierluigi Bersani al termine della Direzione nazionale. E voi che ne pensate? Il Pd esce rafforzato da questo confronto? O più diviso?
martedì 14 settembre 2010
Bersani: rimbocchiamoci le maniche
"C’è un solo modo per sentirci una grande squadra: muoversi e combattere assieme. Voglio per l’autunno una grande mobilitazione che coinvolga oltre ai nostri militanti e ai nostri circoli tanti e tanti dei tre milioni di cittadini che hanno partecipato un anno fa alle primarie. Chiedo a tutti un aiuto per trasformare la rabbia, l’insofferenza e l’impazienza che sentiamo intorno a noi in energia positiva. Dobbiamo suonare le nostre campane, tenere il passo di un lavoro non semplice, forse non breve ma appassionante e decisivo. Tutti assieme, compagni e amici, con intelligenza, con convinzione, con entusiasmo, con passione, rimbocchiamoci le maniche e prepariamo giorni migliori per l’Italia".
Il discorso di Pierluigi Bersani a chiusura della Festa Democratica di Torino. Clicca qui per leggerlo. Voi che ne pensate? Quella delineata da Bersani è la strategia giusta per il Partito, per l'opposizione, per il Paese?
lunedì 17 maggio 2010
Diamo ossigeno ai Comuni, contro i tagli del Governo
Patto di stabilità e difficoltà di bilancio dei Comuni al centro dell'iniziativa "Sveglia. Diamo ossigeno ai Comuni" organizzato dal Pd in 14 Regioni d'Italia. Alla mobilitazione milanese, che si è svolta con un incontro pubblico a Palazzo Marino, hanno partecipato sindaci e amministratori locali lombardi (tra cui anche il sindaco di Cernusco sul Naviglio Eugenio Comincini) e i vertici del partito. Tra gli altri, il segretario nazionale, Pierluigi Bersani e il suo caposegreteria Filippo Penati, il segretario regionale, Maurizio Martina, e quello provinciale, Roberto Cornelli, il capogruppo Pd in consiglio comunale, Pierfrancesco Majorino. "La Lombardia ha avuto una riduzione degli investimenti da parte degli enti locali del 18% e le previsioni parlano di un'ulteriore riduzione fino al 30%. Èun segnale preoccupante -ha detto Martina- per questo, va completamente cambiato il rapporto di questo governo con gli enti locali, governo che ha solo spostato il problema senza risolverlo". Sul tema, è stato annunciato, il Pd presenterà una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere l'attuazione del federalismo fiscale, la modifica degli obiettivi e delle regole del patto di stabilità, la restituzione completa dell'Ici, adeguati sostegni ai piccoli comuni e il completo reintegro del fondo per le politiche sociali. Qui la cronaca dell'incontro dal blog di Fabio Pizzul, consigliere regionale del Pd.
venerdì 30 aprile 2010
Bersani ad Annozero
Vivace scambio nella puntata di Annozero. Marco Travaglio prende di mira il Pd e il segretario Pierluigi Bersani risponde. Ecco il video.
giovedì 1 aprile 2010
Bersani scrive ai circoli
Lettera a tutti i coordinatori: «Siamo in piedi, ora acceleriamo» Il testo della lettera.
martedì 30 marzo 2010
Regionali, parla Bersani
All'indomani del risultato elettorale, Pier Luigi Bersani traccia un bilancio per il PD e per l'intera coalizione. Il segretario del Pd ribadisce in conferenza stampa che serve “un'analisi più attenta e veritiera dei risultati, considerando che all'inizio di gennaio nessuno era disposto a scommettere che il centrosinistra conquistasse 7 regioni su 13. Dopo questo appuntamento elettorale non intendo cantare vittoria ma neanche accettare una descrizione dei fatti che assomiglia a una sconfitta nostra e del centrosinistra. Chiedo un’analisi attenta e un interpretazione più veritiera. Il divario tra le coalizioni si è ridotto di 3 punti. Bisogna riprendere la costruzione di un campo alternativo al centrodestra nel solco basato sulla costruzione di un PD sempre più popolare radicato nei bisogni di lavoro, imprese, famiglie e sulla costruzione di un’alternativa che dia sbocco credibile alle esigenze di rinnovamento della politica". E sul nord contrasta una delle analisi già fatte: “Non c'è un nostro arretramento al Nord, in Piemonte abbiamo perso per 9mila voti, è come prendere un palo al 95esimo. La vulgata che il Pd non sia nel Nord è sbagliata: chi l'avrebbe detto che avremmo vinto al primo turno a Lecco e Venezia contro Castelli e Brunetta?
Insomma nel voto c'è il segno di “un'inversione di tendenza. Come coalizione, rispetto al dato delle europee abbiamo avuto ovunque un nostro avanzamento. A gennaio nessuno scommetteva che avremmo vinto in 7 regioni su 13. Con il quadro di alleanze di allora potevamo giocarci 3-4 regioni, e invece ne abbiamo vinte 7 e altre due ce le siamo contese, in Piemonte con un palo al 95esimo e nel Lazio, dove ci separano 77mila voti. Nel Lazio il nostro schieramento avanza di 4-5 punti rispetto al 2009, in Campania di 6 punti, in Lombardia di 3, nelle Marche di 7, in Emilia di un punto e in Toscana di 3,5. C'è stato un dimezzamento della distanza tra noi e il centrodestra rispetto al 2009: erano 6 punti nel 2009 e ora sono 3, e parlo del centrosinistra classico, senza l'Udc. L'insieme dei dati regionali dà ragione del fatto di fondo: se guardiamo i dati di coalizione dalle europee ad oggi abbiamo sostanzialmente un dimezzamento delle distanze dal centrodestra. È questo - aggiunge - che mi fa dire che c'è un segno di inversione di tendenza”.
Anche l’astensionismo non è letto come semplice protesta: “C'è un pezzo largo di società che non si sente rappresentato dalla politica ed esprime una domanda implicita e urgente di cambiamento verso una politica più semplice, concreta e onesta”.
Quanto al Pd, Bersani spiega: “Avanziamo di circa un punto rispetto a tutti gli altri partiti alle europee, c'è solo la Lega Nord che avanza dello 0,9 per cento e tra le due coalizioni il divario si è ridotto di 3 punti”. Bersani non nasconde che per il centrosinistra il quadro è comunque “complicato, ma nelle comunali battiamo al primo turno ministri o viceministri, anche al primo turno. A L'Aquila perdiamo la provincia ma vinciamo nettamente nel Comune colpito dal terremoto e negli altri comuni del cratere. Certamente c'è una difficoltà generale, anche nostra - ammette - che però non può oscurare questo elemento di tenuta rispetto alle europee.
Non è mancata, da parte di Bersani, un'analisi sul boom del Carroccio: «Il voto alla Lega è un voto contro Berlusconi. Al Nord, gli elettori del centrodestra hanno un bello sfogatoio, credono di votare contro Berlusconi e votano Bossi. Probabilmente lo fanno perché pensano che a un certo punto la Lega si smarcherà. Ma mi sembra chiaro che quello è un voto contro il presidente del Consiglio”.
RIFORME - Quale sarà adesso il comportamento dell'opposizione nei confronti del governo? “Chi governa ha la responsabilità di dire che strada vuole prendere - risponde ancora Bersani. - Ogni tavolo che affronta problemi vicini ai cittadini ci vedrà seduti per affrontare . Altrimenti faremo una ferma opposizione. Se si vuole intraprendere un cammino di svolta per indicare soluzioni vere agli italiani noi ci siamo. Se invece si vuole parlare di problemi lontani dai cittadini, noi denunceremo questo tipo di impostazione». Il segretario Pd però annuncia battaglia qualora la maggioranza forzi la mano su una riforma presidenzialista. «Se ci sarà una forzatura, sappiamo che il meccanismo prevede anche una consultazione popolare». Si vada in Parlamento, non temiamo la discussione sui temi istituzionali». E l'idea di consultare i gazebo lanciata da Berlusconi? «Non so cosa ne sappiano...».
“Nel Lazio nessuno ci avrebbe portato più avanti di Emma Bonino. Non credo affatto che ci abbia portato a incomprensioni con i cattolici. Non ho nulla da rimproverarmi, i numeri del voto dimostrano anche che c'è stata una sua affermazione personale oltre i partiti. Nel Lazio siamo partiti 5 punti e siamo arrivati al pelo, a Roma il centrosinistra ha un vantaggio significativo e questo ci consente di guardare in modo positivo alle prossime comunal”. . Nessun rimpianto neppure sulla scelta di De Luca in Campania: “Ha avuto un successo rilevante, c'era un distacco molto ampio. De Luca non è stata una scelta del passato, non credo che avremmo fatto meglio con altri candidati”.
Il boom di Grillo? «Lì dentro c'è un' esigenza di civismo, anche se abbiamo idee molto diverse su rifiuti e infrastrutture. Ci sono fasce giovanili moderne che chiedono civismo, un'esigenza con cui dobbiamo confrontarci, l'idea di una politica più semplice, concreta e pulita. Detto questo i dati del Piemonte parlano chiaro, e me ne dispiace molto”.
“La vittoria dopo le primarie in Puglia? Io ho sempre pensato che Vendola sia una delle personalità con cui si può configurare l'offerta del centrosinistra al Paese. Io penso che il Pd -aggiunge il segretario- debba caricarsi anche di tenere aperto il cantiere ovvero essere disponibile a discutere anche con le forze che sono ora fuori dal Parlamento, a partire da Sinistra ecologia e libertà per verificare la possibilità di una convergenza strutturale”. A chi gli ha chiesto se si riferisse all’ingresso di Sel nel Pd ha detto: “No non chiedo a Vendola di entrare ma se è disponibile di lavorare insieme per un cantiere comune».
“Fronti, fronti.... si farà una discussione”, risponde Bersani a chi gli chiede se non teme, dopo il voto delle regionali, l'apertura di fronti interni. “Io ho detto cosa intendo fare- aggiunge- e cioè che si va avanti a costruire un partito che abbia un radicamento popolare. La strada è quella lì. poi le discussioni, per l'amor di Dio, le facciamo, ma noi abbiamo un dovere verso l'Italia. Ora ci occupiamo di questo. Noi abbiamo il dovere di lavorare per il PD fondato sul lavoro, il PD della Costituzione e della nuova unità della nazione”..
giovedì 18 marzo 2010
Crisi, governo a mani vuote (video)
"Senza il lavoro non c'è Italia. Il governo ha l'orecchio su quelli che ce la fanno, noi vogliamo avere l'orecchio su chi non ce la fa o rischia di non farcela: lavoro, imprese e redditi delle famiglie". E' l'impegno del Pd che il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha assunto prendendo la parola al presidio davanti a Montecitorio, promosso dalla Cgil a sostegno delle aziende in crisi e dai lavoratori dell'Agile-ex Eutelia, e sono state le stesse parole ripetute durante il primo dibattito tenuto in Parlamento sulla crisi economica, voluto dal PD ed arrivato dopo 22 mesi di legislatura, la prima volta in cui Tremonti ha accettato di confrontarsi sulla sua politica economica
mercoledì 17 marzo 2010
venerdì 26 febbraio 2010
Bersani sul caso Mills
Dichiarazione del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani sul processo Mills: "La gente per bene - dice - crede nell'assoluzione, non nella prescrizione". La Cassazione, infatti, ha stabilito che l'accusa decadesse a causa della prescrizione ma ha riconosciuto il reato di corruzione.
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