mercoledì 6 febbraio 2019

Pubblichiamo l’intervento del capogruppo del Partito Democratico Daniele Pozzi nell’ultimo consiglio comunale del 04 febbraio 2019.

Ci troviamo questa sera a valutare una proposta di delibera articolata e inusuale, di cui è bene ricordare i punti principali per evitare di uscire dal tema in oggetto. Questa sera siamo chiamati a:
Valutare la fattibilità e pubblica utilità della proposta di finanza di progetto presentata
Approvare l’inserimento delle opere pubbliche contenute in tale progetto nella programmazione triennale dell’ente
Dare mandato al Dirigente competente di procedere all’affidamento del progetto mediante l’indizione della gara.

Ci troviamo a valutare questa proposta al termine di un percorso molto lungo. Forse troppo lungo, credo sia giusto dircelo. Ci sono stati ritardi dovuti a motivi diversi e che hanno riguardato tutti gli attori in gioco - non sono cause imputabili solo all’operatore, solo ai tecnici o solo alla politica. Ritengo sia giusto ricordare i tempi di questo percorso non tanto per guardare indietro e puntare il dito contro presunti colpevoli, ma come lezione per guardare avanti e saper cogliere in modo più tempestivo opportunità come quella in discussione oggi in aula.    

La scelta che ci troviamo a compiere oggi non è una scelta semplice: come molte delle scelte che la politica è chiamata a compiere, anche in questo caso ci troviamo di fronte a una scelta complessa. Non è immediata la valutazione positiva o negativa di un project financing come quello in discussione questa sera, che prevede una parte di costruzione, una parte di gestione e tanti soggetti e portatori di interesse coinvolti. 
Proviamo allora a fissare alcuni punti fermi per l’analisi, che possono aiutarci a prendere la scelta che oggi riteniamo migliore per la nostra città e per le persone e le associazioni che la vivono. 

Innanzitutto, cos’è “il project”? Cos’è un project financing? Un project financing è in estrema sintesi la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione. Si configura quindi come una partnership, una collaborazione tra pubblico e privato in cui entrambi i soggetti dovrebbero ottenere un beneficio. 
Iniziamo col dire che è un approccio, quello del partenariato pubblico-privato, che questa amministrazione e questa maggioranza hanno già sperimentato e sposato in passato ed è una metodologia che ci trova convintamente favorevoli. Il pubblico non può fare tutto, il pubblico non deve fare tutto a qualunque costo. Ci sono esperienze associative e imprenditoriali che vanno valorizzate nella loro dimensione pubblica e che possono portare un valore aggiunto che il pubblico da solo non riuscirebbe a generare. 
Riprendo le parole usate dal proponente nella Commissione congiunta - territorio e sport - di settimana scorsa: noi qui siamo dei partner, non esiste un pubblico contro un privato. Entrambi siamo imperfetti, e - aggiungo io - proprio perché imperfetti singolarmente, insieme si possono ottenere risultati che non sarebbe possibile conseguire da soli.

Tutto ciò vale ovviamente a prescindere da chi sarà il soggetto che si aggiudicherà il bando, se il proponente o altri. E a tal proposito, riteniamo però molto positivo che questa proposta arrivi da una realtà già presente e attiva sul territorio, con cui sono già state sperimentate formule vincenti e durature di partenariato e che propone questa soluzione partendo da una profonda conoscenza del mondo sportivo cernuschese e delle sue necessità. E, lasciatemi aggiungere, anche del mondo sportivo in generale: l’idea del centro acrobatico come ulteriore elemento per ampliare l’offerta sportiva nella nostra città non sarebbe probabilmente stata neanche considerata in un piano delle opere pubbliche guidato interamente dall’Ente Comunale in quell’ambito. Chiunque dovesse aggiudicarsi il bando, possiamo realisticamente valutare come una garanzia l’impostazione data dal proponente al progetto nel suo complesso.

Il partner privato avrà un ritorno economico. Certo. Abbiamo ascoltato, sempre in Commissione, l’intento filantropico del proponente, ma è inutile nasconderci che qualunque soggetto imprenditoriale si aspetta una remunerazione dell’investimento. Ed è giusto e normale che sia così, e fintanto che l’interesse del privato di una giusta remunerazione del capitale non è in conflitto, ma anzi incontra l’interesse pubblico di migliorare e ampliare l’offerta sportiva in città, sussistono tutte le condizioni per valutare positivamente la proposta

Passiamo quindi alla valutazione del contenuto del Project Financing in oggetto e in discussione questa sera. 2.4M€ circa di investimenti in opere che sono già state elencate e descritte e su cui non mi ripeto. Sottolineo piuttosto due aspetti:
Da un lato, il fatto che alcune di queste opere sono attese da anni e richiederebbero risorse pubbliche per essere completate se non dovessero essere portate avanti nell’ambito del Project. Ci dovremmo quindi porre di fronte ad una scelta nell’utilizzo delle risorse e nelle priorità da assegnare a ciascun intervento. In un contesto di risorse scarse e dovendo far fronte alle molte altre esigenze della città, non si potrebbe realisticamente fare tutto. Tornerò tra poco su questo punto. Ricordo intanto quanto dicevo poco fa, riguardo ai nuovi ambiti sportivi che non erano nell’elenco, passatemi il termine, dei desiderata dell’Amministrazione, come il centro acrobatico; non lo erano perché semplicemente l’Amministrazione non avrebbe potuto pensare e/o gestire da sola questo tipo di innovazione.
Il secondo aspetto riguarda il parere favorevole di tante persone incontrate in queste settimane e soprattutto della Consulta dello Sport. Credo che sia importante, nell’esprimere il nostro giudizio oggi su un tema di questa portata, rilevare la bontà percepita da parte di chi vive quotidianamente lo sport nelle sue diverse dimensioni ed espressioni, sia in forma associata che come singoli utenti. 

Sotto l’aspetto gestionale, vediamo garantite e anzi aumentate le ore di utilizzo degli impianti a disposizione del Comune e quindi delle associazioni sportive e degli istituti scolastici.
C’è un risparmio economico netto rispetto al costo delle utenze, attualmente in carico all’amministrazione. Diciamocelo, il bilancio del Comune non cambia per 38K all’anno, però è un segno importante ed è un altro elemento di valutazione positiva che si inserisce in un quadro complessivo che ha sempre visto questa amministrazione cercare efficienze nella spesa.

C’è un aspetto poi che forse è passato sotto traccia, ma che certamente aggiunge valore ai fini della nostra valutazione: ci sono diverse migliorie rispetto alla prima versione presentata dall’operatore e passata al vaglio dell’Amministrazione e della Dirigenza. Ne cito alcune:
Revenue sharing a partire dal 6° anno: se i margini saranno favorevoli oltre il 20% rispetto al PEF allegato, al beneficio parteciperà anche il comune
É possibile rivedere anche il canone riconosciuto per la gestione, nel caso in cui ci fossero risparmi da efficientamenti derivanti da interventi sostenuti dal Comune
C’è stato un aumento delle ore a tariffe agevolate a disposizione del Comune. E sono ore in fasce più favorevoli
Tutti elementi a maggior tutela dell’Amministrazione Pubblica.

Altri elementi che riteniamo importanti potranno essere considerati in sede di gara, anche in seguito agli emendamenti che sono stati presentati dai consiglieri, in particolare quello proposto dal nostro gruppo a sostegno della disabilità.

Un punto di discussione, emerso anche questa sera in aula, riguarda la durata del project e della convenzione: 30 anni. É bene ricordare come questo periodo di tempo sia il risultato del PEF piuttosto che un input dello stesso, ed è collegato alla remunerazione dell’investimento già citata in precedenza. Questa remunerazione è stata stimata dagli uffici come congrua alla luce delle normative vigenti nel periodo di 30 anni, previsto infatti nella convenzione gestionale. Ciò significa tra l’altro che anche il ritorno dell’investimento è ripartito in questo lasso di tempo. 30 anni sono tanti, è innegabile, ma sono in linea con progetti simili presentati sia nella nostra città, che in altre realtà ed è ovviamente presente una clausola di rescissione in caso di grave e ripetuta insolvenza della concessionaria. Ricordiamo anche che ovviamente al termine della convenzione tutte le opere (anche quelle di nuova realizzazione) restano al Comune, riconsegnate in buono stato.

Anche sul contenuto, sul merito del project, ci sembra quindi che la valutazione da parte nostra debba essere positiva.

C’è un’ultima valutazione, non meno importante e anzi forse determinante per la decisione che ci apprestiamo a prendere. É una valutazione di più ampio respiro e riguarda il ruolo di questo project nel percorso di sviluppo complessivo dello sport a Cernusco. Ecco, siamo concordi con il Sindaco nell’evidenziare come questo project sia un pezzo che si inserisce perfettamente nel puzzle che stiamo componendo per il mondo sportivo a Cernusco. È a tutti gli effetti un passaggio fondamentale per dispiegare a pieno le potenzialità del Centro Sportivo di via Buonarroti e non solo. Grazie a questo project l’amministrazione avrà la possibilità di investire le risorse comuni negli altri ambiti che porteranno in qualche anno a cambiare e migliorare significativamente tutto il sistema dell’impiantistica sportiva nella nostra città.

Al termine di questo percorso di valutazione sui diversi livelli d’analisi e con le motivazioni elencate, il Partito Democratico valuta positivamente la proposta di Project Financing presentata dall’operatore Enjoy. 

Dichiarazione di voto:
Innanzitutto esprimo soddisfazione per il sostegno trasversale alla proposta di Project Financing in discussione emersa dagli interventi dei miei colleghi. Lo interpreto come il segno che i contenuti e le modalità di questo progetto vanno effettivamente in una direzione riconosciuta da molti come utile per la nostra città, non di parte ma comune. Questa delibera passerebbe comunque anche con i soli voti del Partito Democratico, a differenza di quanto sostenuto dalla Consigliera Zecchini che teorizza una stampella da parte dell’opposizione che, stando al Regolamento del Consiglio Comunale, semplicemente non esiste.
Sono dispiaciuto che gli amici di Vivere, seguendo sostanzialmente lo stesso approfondito percorso di analisi che anche il nostro Gruppo e il nostro Partito hanno svolto come evidenziato nel mio intervento, non siano giunti alle nostre stesse conclusioni.  
Registriamo però, ed è stato detto molto chiaramente, il fatto che non viene meno la fiducia nella maggioranza e nell’amministrazione e nel percorso intrapreso insieme 12 anni fa e rinnovato quasi 2 anni fa grazie alla fiducia accordataci dai cittadini. Credo che questa valutazione valga più della posizione su questo singolo tema, per quanto molto rilevante, e che comunque si concretizza con un’astensione e non con un voto contrario. 
Ribadisco quindi il voto favorevole del nostro Gruppo a questo progetto.